Quali Sono I Diversi Tipi Di Cuffie Audio?

Dicembre 14, 2018

Tutti noi possediamo almeno un paio di cuffie audio per ascoltare la musica mentre facciamo sport o per non disturbare i vicini o i coinquilini con alti volumi.

Ciò che forse non sai, è che esistono diversi tipi di cuffie studiate per rispondere alle diverse esigenze degli utenti.

Eccoti quindi la migliore guida per cuffie che ti spiegherà tutto quello che devi sapere sulle cuffie audio.

Auricolari VS Cuffie

Quando si pensa a dei diversi tipi di cuffie, la differenza notabile a prima vista è sicuramente relativa al design, ovvero tra quelle chiamate auricolari in ear e quelle che vengono più propriamente chiamate “cuffie”, ovvero quelle dotate di un arco superiore a forma di cerchietto per capelli.

Auricolari: le diverse tipologie

Gli auricolari sono i modelli preferiti per chi deve ascoltare musica fuori casa, magari sui mezzi pubblici o in palestra.

La loro piccola dimensione permette di trasportarli con comodità in una tasca o nella borsetta; essendo molto piccoli e senza “cerchietto”, non rischiano di rompersi se messi in una valigetta o nella tasca del cappotto.

I modelli di auricolari esistenti si differenziano sostanzialmente per il tipo di padiglione e per la presenza o meno di cavi. Vediamo quindi le caratteristiche principali tra auricolari classici e auricolari in-ear.

  • Auricolari classici

Gli auricolari classici sono quelli che si presentano con un padiglione piatto. Rimanendo praticamente solo appoggiate al canale uditivo, permettono di sentire anche i rumori intorno a sé: un male dal punto di vista della qualità di ascolto, ma un bene per chi le utilizza in luoghi pubblici.

Durante una corsa all’aria aperta non bisogna isolarsi completamente, ma poter sentire un clacson o altri rumori di avvertimento.

Questo tipo di auricolari è molto economico e quindi alla portata di tutti.

Spesso viene considerato “scomodo” in quanto i padiglioni tendono a muoversi facilmente e a “cadere” dall’orecchio.

  • Auricolari in-ear

Gli auricolari in-ear, differiscono da quelli classici in quanto presentano un “gommino” (solitamente in silicone) sulle parti che vanno inserite nell’orecchio.

Grazie a questo gommino, l’auricolare non resta appoggiato al canale uditivo, ma vi entra completamente, offrendo un maggiore isolamento, una migliore qualità dell’audio e una perfetta stabilità.

Auricolari in-ear

I vantaggi rispetto agli auricolari classici sono evidenti e infatti questo modello risulta molto utilizzato.

I gommini possono essere sostituiti all’occorrenza e ne esistono di diverse dimensioni per adattarsi perfettamente all’orecchio degli utenti.

Posti all’interno del canale uditivo, questi auricolari devono essere sottoposti a pulizia molto più frequente ed accurata.

Alcune persone trovano fastidioso avere dei gommini infilati nel canale uditivo e preferiscono continuare a utilizzare gli auricolari classici.

  • Auricolari wireless

Ormai la tecnologia wireless ha preso piede in modo esponenziale: anche auricolari classici e in-ear possono essere acquistate in versione  auriculari senza fili, con una spesa chiaramente superiore.

Se un piccolo cavo non dà generalmente troppa noia, in alcuni casi è d’obbligo possedere un dispositivo wireless: basti pensare ai musicisti che durante le esibizioni hanno bisogno di un ascolto di qualità.

Auricolari wireless

Per questo tipo di utilizzo troviamo degli auricolari wireless dedicati, chiamati “in-ear monitor”: il musicista può sentire meglio gli strumenti senza utilizzare degli altoparlanti e senza rinunciare alla libertà di movimento.

Questi auricolari sono ampiamente usati anche da reporter, nei teatri e anche durante concerti di musica classica.

Un utilizzo molto comune è quello degli auricolari wireless per rispondere al telefono, molto comodi per chi è alla guida o per chi mentre cammina o passeggia si ritrova spesso a dover fare o ricevere telefonate.

Se l’assenza di fili è un grande vantaggio, il prezzo di questi auricolari risulta molto più elevato rispetto a quello degli auricolari con cavo.

Cuffie: le diverse tipologie

Cuffie-le-diverse-tipologie

Parlando di cuffie troviamo una maggiore quantità di modelli, da quelli a uso domestico, fino a quelli utilizzati dai professionisti della produzione musicale.

La prima grande differenza può essere individuata tra le cuffie sovraurali e le cuffie circumaurali.

  • Cuffie sovraurali

Le cuffie sovraurali sono molto amate da chi trova “fastidiosi” gli auricolari.

Queste cuffie presentano un padiglione grande, piatto e ricoperto di un materiale morbido, che si appoggia su tutta la superficie dell’orecchio.

L’utilizzo delle sovraurali è più che consigliato per scopi domestici, ovvero ascoltare musica o TV senza troppe pretese.

La qualità audio è più che sufficiente per questi scopi, ma non adatta ad usi professionali.

Il prezzo è un po’ più alto rispetto agli auricolari, ma rimane comunque nella fascia bassa ed economica.

Un utilizzo prolungato può portare a dolori all’esterno delle orecchie a causa della pressione dei padiglioni.

  • Cuffie circumaurali

Le cuffie circumaurali presentano invece dei padiglioni molto più grandi e imbottiti: l’orecchio rimane completamente isolato grazie all’imbottitura, che offre un ascolto migliore e fa sì che l’altoparlante non prema direttamente sull’orecchio.

Grazie all’isolamento, alla maggiore delicatezza sull’orecchio e all’ottima qualità del suono, questo tipo di cuffie viene utilizzato dai professionisti della produzione musicale e audio.

Ovviamente esistono anche modelli economici, adatti a chi ama questo tipo di conformazione ma non ha particolari esigenze professionali, che le potrà scegliere per guardare la TV o ascoltare musica dal PC.

Lo svantaggio di queste cuffie è che sono molto grandi, quindi scomode per chi le vuole utilizzare a passeggio o in palestra.

Questo modello si presenta in diverse versioni: in particolare andiamo a scoprire la differenza tra cuffie aperte e chiuse.

  • Aperte

Le cuffie aperte non isolano l’orecchio e offrono una riproduzione molto fedele e lineare delle frequenze. Se ti servono delle cuffie per mix e mastering, quelle aperte risultano essere la scelta adatta.

  • Chiuse

Le cuffie chiuse permettono un ascolto intenso, anche se non realistico.

I modelli economici possono essere scelti anche per uso domestico, limitando il più possibile l’ascolto all’utilizzatore e non alle persone a lui vicine.

cuffie chiuse

Per le registrazioni in studio, le cuffie chiuse sono d’obbligo per chi deve registrare con un microfono: l’esecutore può ascoltare in cuffia sé stesso ed eventuali altre musiche o audio da ascoltare durante l’esecuzione (ad esempio un cantante che canta seguendo un ascolto strumentale), senta che ciò che viene riprodotto in cuffia possa rientrare nel microfono.

  • Semi-aperte

Le cuffie semi-aperte sono chiaramente un mix tra le due tipologie viste in precedenza.

Si deduce quindi che le cuffie professionali per la produzione audio, chiamate popolarmente “cuffie da studio”, possono presentarsi con diverse caratteristiche in base alle operazioni da effettuare.

Dopo aver visto tutti i principali tipi di cuffie presenti sul mercato, diamo un’occhiata anche nel dettaglio ai vari modelli specifici che si possono trovare.

  • Cuffie wireless

Come per gli auricolari, esiste la versione senza fili anche delle cuffie.

  • Cuffie DJ

Le cuffie utilizzate dai DJ si presentano spesso con colori e fantasie accattivanti: esse sono infatti uno strumento che viene indossato durante le esibizioni e un bel design lo rende anche gradevole, come fosse un accessorio.

Il compito dei DJ non è solo quello di scegliere i brani, ma anche e soprattutto quello di far sì che tra una canzone e l’altra non ci siano “pause”.

Cuffie DJ

Mentre un brano è in play in sala, il DJ prepara la canzone successiva e, con le apparecchiature dedicate, deve “metterla a tempo e tonalità”, in modo che possa essere suonata in contemporanea al brano in corso nel momento in cui il brano A va sfumando e il brano B raggiunge il volume adatto.

Per lavorare contemporaneamente su due canzoni, il DJ ha bisogno di ascoltarle, per questo ha le cuffie: mentre il brano A è diffuso in pista, lui può ascoltare il brano B.

Quando arriva il momento in cui deve ascoltare sia il brano A che il brano B, potrà usare un solo padiglione delle cuffie, liberando l’altro orecchio per sentire la musica diffusa.

Per questo motivo la caratteristica delle cuffie da DJ è quella di avere i padiglioni che possono essere “ruotati”.

Lo scopo principale di queste cuffie è quindi di offrire comodità, praticità e un buon volume.

  • Cuffie Gaming

Un bel videogioco, con musiche e suoni coinvolgenti, permette ai gamer di entrare ancora di più nell’atmosfera.

Cuffie Gaming

Le cuffie dedicate ai giocatori, puntano ad offrire il comfort ideale per un uso prolungato e sono dotate di sistema Sorround, per una migliore esperienza di gioco.

Con la possibilità di interloquire con gli amici e gli altri giocatori, queste cuffie presentano anche un microfono integrato.

  • Cuffie per TV

Per ascoltare la TV non occorrono cuffie particolari, si potrebbero usare anche degli auricolari.

L’unica difficoltà nasce dal fatto che solitamente lo schermo è molto lontano dallo spettatore, quindi vengono proposte cuffie con cavi molto lunghi.

In alternativa si può scegliere un modello wireless o acquistare una “prolunga” per cuffie.

  • Cuffie per chat

Anche le cuffie per chat presentano un microfono incorporato come quelle da gamig, tuttavia in questo caso, gli utenti possono accontentarsi di modelli più economici e che non offrono prestazioni audio particolari: l’importante è sentire le parole, non la qualità della voce.

  • Cuffie per mix e mastering

Chi utilizza le cuffie per mixare e/o masterizzare, dovrebbe puntare a un modello circumaurale aperto o semiaperto.

Questi modelli permettono infatti di percepire tutte le frequenze, evitano la risonanza delle frequenze basse che si crea all’interno del padiglione delle cuffie chiuse e offrono un suono lineare e pulito.

Sono quindi indicate per chi svolge un lavoro di ascolto.

  • Cuffie per registrazioni audio

Come accennato in precedenza, le cuffie circumaurali chiuse sono perfette per chi deve registrare una voce o uno strumento senza l’ausilio di cavi (pianoforte, fiati, chitarre classiche, …).

E’ inutile preparare una stanza insonorizzata se poi nel microfono rientra tutta la musica che proviene dalle cuffie!

I modelli chiusi permettono quindi di ovviare a questo problema.

Fornendo un ascolto meno realistico ma più coinvolgente, possono anche aiutare l’artista, che con un ottimo ascolto tenderà ad offrire una performance migliore.

Tecnologia Bluetooth

Tecnologia-Bluetooth

Al giorno d’oggi non si può non aprire un capitolo dedicato alla tecnologia Bluetooth.

Questa tecnologia viene impiegata anche nell’ambito delle cuffie audio: troviamo sia cuffie Bluetooth on-ear (Bluetooth on-ear) che cuffie Bluetooth over-ear.

Vediamo in modo semplice come funziona questa tecnologia.

Il nome è ispirato a un personaggio storico, ovvero Harald Blåtand, un re vichingo della Danimarca che riuscì ad unire i popoli scandinavi e introdusse la religione cristiana.

La traduzione del nome del re risulta appunto essere “dente blu”, in inglese “blue tooth”.

Quale miglior nome per una tecnologia con la funzione di connettere tra loro cellulari e dispositivi?

La tecnologia Bluetooth permette a due o più dispositivi di scambiarsi dati senza bisogno di cavi e senza utilizzare raggi infrarossi, usando onde radio a corto raggio.

Il raggio di azione è limitato a circa 10 metri, il che permette di poter utilizzare delle cuffie tranquillamente per tutta la casa, per ascoltare la musica o la TV anche a distanza dalla fonte.

Con gli attuali smartphone è possibile acquistare anche degli auricolari per telefonare in sicurezza mentre si guida o per pedalare senza il rischio che gli auricolari escano dalle orecchie finendo tra le ruote.

Gli auricolari Bluetooth presentano generalmente delle clip da infilare dietro l’orecchio, o altri piccoli dettagli che permettono una completa stabilità del dispositivo.

Per lavorare nella produzione musicale, è sempre preferibile utilizzare cuffie dotate di cavo, in quanto i dispositivi con tecnologia Bluetooth hanno un lieve “delay”, insignificante per gli utilizzi comuni, ma che può fare la differenza nell’ambito dell’audio production.

Cuffie antirumore e cuffie isolanti

Qual è la differenza tra cuffie isolanti e cuffie antirumore?

E’ importante dedicare due parole a questo argomento: i termini vengo spesso erroneamente intesi come sinonimi, ma non lo sono affatto!

Per questo conoscerne le differenze è fondamentale per evitare di acquistare un modello di cuffie che non soddisfa le proprie necessità e aspettative.

Cuffie antirumore

Con il temine “isolanti”, si intendono tutte le cuffie e auricolari che, grazie alla loro particolare conformazione fisica, pongono una barriera tra i suoni esterni e l’ascolto.

Degli auricolari in-ear o delle cuffie circumaurali, sono quindi isolanti, perché il gommino in un caso e l’imbottitura che circonda l’orecchio nell’altro, fungono da schermatura tra l’ascolto e l’ambiente circostante.

Quando si parla di cuffie antirumore, si intende invece un dispositivo che cancella i rumori esterni in modo attivo: le cuffie campionano i suoni provenienti dall’esterno e li “cancellano”.

In parole semplici il funzionamento è questo: l’esterno delle cuffie analizza le onde dei rumori e l’interno ne riproduce l’esatto opposto.

Se il concetto non ti è chiaro, prova a immaginare che un suono esterno considerato rumore corrisponda alla cifra -1. Le cuffie producono in questo caso una cifra pari a 1: -1+1=0, ovvero nessun rumore.

Guardando i vari modelli di cuffie, potresti trovare varie terminologie, quali riduzione attiva del rumore, annullamento del rumore attivo, o cancellazione elettronica del rumore: non preoccuparti, tutt queste diciture significano la stessa cosa, ovvero che le cuffie sono “antirumore”.

Potresti anche trovare le rispettive sigle anziché la dicitura completa:
riduzione attiva del rumore (ANR)
annullamento del rumore attiva (ANC)
cancellazione elettronica del rumore (ENC)

Non dimentichiamo anche l’esistenza delle cuffie protettive per coloro che svolgono lavori in luoghi molto rumorosi: queste cuffie non riproducono audio, ma servono solo come un’alternativa ai tappi.

Come mai ti stiamo parlando di queste cuffie?

Perché oggi vi è la tendenza agli acquisti on-line: alcuni annunci potrebbero trarre in inganno se non letti con attenzione.

Potresti trovare delle cuffie antirumore a un prezzo sbalorditivo, scoprendo poi che sono quelle da lavoro e non quelle audio.

Purtroppo queste cose capitano ed è quindi meglio scrivere due parole, anche perché già l’utilizzo scorretto dei termini “isolante” e “antirumore” complica le cose per gli utenti.

Quando è necessario un amplificatore per cuffie?

Mai per i modelli a uso domestico e solo in alcuni casi per le cuffie professionali.

Per avere un buon volume d’ascolto, certi modelli pro richiedono la potenza di un amplificatore, verifica quindi questo particolare prima dell’acquisto.

Conclusione

A questo punto crediamo di averti offerto tutte le informazioni necessarie su tutti i tipi di cuffie e auricolari presenti in commercio.

Scegliere e acquistare il modello perfetto per le tue esigenze, dovrebbe essere ora molto semplice: esistono modelli di diverso tipo e di diversa fascia di prezzo, ognuno con i propri vantaggi e svantaggi.

In questo tipo di prodotti, non esiste il “migliore in assoluto”, ma il migliore in base all’utente e alle sue esigenze.

Fonti:

Wikipedia, Auricolari

Aranzulla, Migliori cuffie: guida all’acquisto

Libero, La differenza tra cuffie in-ear, on-ear e over-ear

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