Storia-DellOpera-Italiana

L’Italia: paese d’arte, cucina, tradizioni e paesaggi variegati di grande bellezza.

A livello musicale, il Bel Paese è famoso nel mondo per la musica lirica.

Varrebbe la pena sapere perché, non trovi?

Andiamo allora a vedere un riassunto sulla storia dell’opera italiana: come si è sviluppata, come si è evoluta e come viene tutt’oggi percepita a livello mondiale.

Origini dell’opera italiana

Le radici del melodramma possono essere individuate all’inizio del ‘500.

Il quel periodo si iniziano a inserire dei brani cantati e suonati dagli stessi attori tra un atto e l’altro.

Verso la fine del secolo nel fiorentino nasce la prima opera musicale: “Dafne”.

In questa fase di sviluppo iniziale, vi erano regole ben precise per la parte recitativa, per le parti corali e le prime forme d’aria.

L’opera nel 17° secolo

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L’opera inizia ad attirare l’attenzione e l’ammirazione dell’Europa intera, e in Italia nascono molte diverse scuole.

Firenze e Mantova

Abbiamo visto che è proprio a Firenze che troviamo la prima opera: “Dafne”, di cui oggi ci rimangono solamente i testi, purtroppo, dato che la partitura musicale è andata persa.

Ancora a nostra disposizione abbiamo invece “Euridice”, eseguita nel 1600 alle nozze di Enrico IV di Francia e Maria de Medici.

Il tema delle tragedie greche rimane in auge, tanto che il personaggio di Orfeo viene ripreso dal famoso Claudio Monteverdi nell’omonima opera, eseguita presso la corte di Mantova.

Uno stile più simile all’opera come oggi la conosciamo, con 38 strumenti musicali, attori e cantanti virtuosi.

L’opera a Roma

Assistiamo a delle novità importanti a partire dagli anni ‘30 del secolo: non più solo tradizione pastorale e Arcadia, ma personaggi dei poemi cavallereschi, della cristianità e della commedia dell’arte.

Aumentano anche gli intrecci drammatici in conseguenza all’aumento dei personaggi.

Aumentano le arie e la lirica, mentre l’intonazione dei versi recitati cambia stile.

Venezia: l’opera commerciale

L’arte non è sempre stata alla portata di tutti.

Abbiamo visto che le opere liriche erano eseguite presso le corti e in occasioni importanti dell’alta società.

La rivoluzione arriva a Venezia, dove questa forma d’arte viene proposta a tutti presso il primo Teatro d’Opera: il Teatro San Cassiano, nel 1637.

Da questo momento iniziano a nascere altri luoghi destinati a queste rappresentazioni, nella maggior parte dei casi frutto del riadattamento di teatri preesistenti.

Qui nasce la figura del castrato e quella della prima donna.

Lo sviluppo dell’opera all’estero

Nel momento in cui l’opera diventa di dominio pubblico e non solo appannaggio dell’alta società, questo nuovo tipo di teatro musicale inizia a dare vita a tanti grandi compositori, creando al contempo nuovi poli d’interesse, in particolare a Praga che all’epoca era parte del Regno boemo.

L’opera nel 18° secolo

L’Accademia dell’Arcadia gioca un ruolo fondamentale.

Si tratta di un’accademia letteraria nata a Roma alla fine del ‘600

Nel Settecento si sviluppa in un vero movimento letterario in contrapposizione al Barocco, non apprezzato dall’accademia.

Opera seria

I poeti dell’Arcadia portano modifiche importanti: trame più semplici, eliminazione di soggetti comici, riduzione delle arie, scelta di trame tragiche antiche o francesi moderne e isometria (stessi numeri di versi).

Troviamo un recitativo semplice, accompagnato da basso continuo.

Alcuni sovrani e autori cercano di fondere l’opera lirica Italiana con le tragedie liriche francesi.

Particolarmente attivo in questo esperimento è il ducato di Parma, che commissiona spettacoli simili durante occasioni speciali, come matrimoni e altri eventi.

Aspetti caratteristici dell’opera seria sono: libretti legati a testi moderni, metrica varia, un maggiore valore all’orchestra, arie più semplici e importanza del coro.

Opera buffa

A Napoli si sviluppa invece l’opera buffa, in seguito diffusasi anche a Roma e in altre città Italiane, fino a prendere piede in tutta Europa.

In questo caso troviamo: importanza dell’azione della scena, cantanti con ottime doti recitative, orchestra e dotazioni sceniche ridotte, pochi personaggi, linguaggio colloquiale, rifiuto del canto virtuosistico con pronuncia errata delle parole, poco impiego dei castrati.

Questi tipi di opere trovano successo fino a metà del 19° secolo, per poi iniziare il declino.

Riforma Gluckiana e Mozart

Nella seconda metà del ‘700 assistiamo alla riforma gluckiana, un tentativo di rimodernare l’opera seria, rimasta invariata per troppo tempo.

L’arrivo dell’illuminismo spinge a cercare di portare nel melodramma gli stessi valori: verità, logica, naturalezza, ragione.

Il più grande cambiamento risulta il rapporto aria e recitativo.

In questo tipo di opera, vediamo protagonisti i personaggi dei miti dell’antica Grecia, con atti che danno molto più rilievo a orchestra, cori e danze.

La riforma di Gluck arriva a influenzare anche Mozart, ritenuto suo successore.

In una meravigliosa combinazione di senso del  dramma, melodia, armonia e contrappunto, dà vita a titoli tutt’oggi apprezzati e popolari, tra cui Le Nozze di Figaro e Don Giovanni.

L’opera nel periodo romantico

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La letteratura internazionale e il romanticismo iniziano a influire sulle composizioni delle opere, che ora rappresentano nuove storie e personaggi.

Nell’800 troviamo autori come Rossini, Donizetti, Bellini e Verdi.

I temi sono per lo più riguardanti amori passionali e tragedie, inoltre cambia il rapporto cantante-voce.

|Il “castrato” era un cantante di sesso maschile a cui erano stati tagliati i genitali prima della pubertà, in modo da fargli mantenere la voce acuta tipica dei ragazzini.

L’opera nel periodo contemporaneo

Tra le opere più recenti e famose troviamo quelle di Puccini: chi non ha mai sentito nominare Tosca, Madama Butterfly e Turandot?

Nel corso del ‘900 troviamo altri compositori, anche se non conosciuti come Puccini.

Oggi ritroviamo molte rappresentazioni di melodrammi del passato.

La lirica italiana ha conquistato tutto il mondo in passato e lo fa tutt’oggi.

Le opere italiane sono infatti molto apprezzate e richieste anche all’estero.

Numerose sono nella penisola le scuole per imparare a cantare l’opera.

Trai I cantanti lirici italiani più famosi troviamo sicuramente Enrico Caruso, Luciano Pavarotti e Giuseppe di Stefano.

Per quanto riguarda le cantanti liriche donne, non possiamo fare a meno di ricordare Renata Tebaldi e la più recente Katia Ricciarelli.

Conclusioni

In questo breve riassunto abbiamo cercato di citare tutti i momenti fondamentali dell’evoluzione di questo genere teatrale, per il quale è stato richiesto l’inserimento all’interno del Patrimonio dell’Umanità.

Il musical è il derivato dell’operetta, adattato allo stile statunitense.

Oggi può apparirci normale pensare a uno spettacolo che unisce ballo, canto, musica e recitazione, eppure abbiamo visto come questo sia stato un lungo percorso avvenuto nei secoli.

Chissà quali novità artistiche ci aspettano in futuro!

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