Come Insonorizzare Una Stanza Per Registrare Musica

Febbraio 04, 2019

La prima cosa a cui si pensa quando ci si accinge a creare un home studio, è sicuramente la strumentazione.

In seguito sorge la fatidica domanda: e adesso come faccio a insonorizzare la stanza?

La risposta la troverai in questo utilissimo articolo!

Ti spiegheremo come insonorizzare una stanza e poter effettuare registrazioni della massima qualità, disturbando il meno possibile gli eventuali vicini di casa.

Insonorizzazione Vs Trattamento Acustico

Il primo fattore da considerare è l’obiettivo che vuoi raggiungere.

Insonorizzare ed eseguire un trattamento acustico, sono due concetti completamente diversi, che spesso vengono interpretati erroneamente.

L’insonorizzazione permette di impedire ai rumori esterni (automobili, chiacchierii, clacson, …) di entrare nella stanza.

Il trattamento acustico permette invece di curare la qualità sonora della stanza.

Se insonorizzare può in alcuni casi non essere necessario, trattare l’ambiente acusticamente è fondamentale per ogni tipo di studio.

Insonorizzazione

Una perfetta insonorizzazione isola completamente la stanza dall’ambiente esterno: chi è fuori non sente la musica proveniente dalla stanza e chi è in studio non sente i rumori esterni.

Se ti trovi per esempio a registrare con un microfono a condensatore (condenser microphone), scoprirai che numerosi rumori esterni possono essere “presi dentro al microfono”.

Per questo motivo è importante insonorizzare l’ambiente se ti trovi in un’area piena di rumori esterni, o se hai dei vicini.

Come si può ottenere questo risultato?

Vediamo nel dettaglio le operazioni da effettuare, ovvero inspessire le mura, riempire gli spazi vuoti, disaccoppiare e attenuare.

microfono

Ispessimento delle mura

Chi costruisce una studio di registrazione da zero ha tutti i vantaggi di poter provvedere a una costruzione ex-novo di muri adeguati.

Se devi invece adattare una stanza, dovrai cercare di aggiungere densità alle mura, ovvero creare uno strato di materiali adatti da posizionare per insonorizzare una parete.

Tra i materiali più utilizzati troviamo ad esempio la lana di roccia, che viene messa tra il “vero muro” e una nuova parete interna di cartongesso; o delle apposite barriere insonorizzate adesive.

I metodi utilizzabili sono molti e la scelta dipende molto dal livello di insonorizzazione che si desidera ottenere a dall’attuale stato delle mura della stanza.

L’opzione più adatta al tuo caso dipende molto anche dalla libertà che hai nel poter operare sugli interni: sei in affitto? O la stanza è in un locale di tua proprietà?

In base al tipo di muro originale e anche al luogo in cui si trova la camera (es. Appartamento vs Luogo isolato) avrai bisogno di trattamenti più o meno invasivi e strati più o meno spessi di isolanti.

Il trattamento può essere esteso anche al soffitto, con la costruzione di un controsoffitto ad intercapedine da riempire con del materiale insonorizzante.

insonorizzare-una-parete

Attenuamento

L’attenuamento permette di trasformare l’energia delle onde sonore in calore.

Quando ti troverai a dover incollare i vari pannelli (ad esempio di cartongesso) potrai utilizzare questo materiale, ottenendo ottimi risultati dalla combinazione.

Riempimento degli spazi vuoti

Ogni fessura è grande nemica dell’isolamento acustico stanza! Per questo dovrai chiudere ogni foro con silicone o altri materiali.

Se non ti è possibile eliminare le eventuali finestre o acquistare una porta apposita, dovrai fare molta attenzione a cercare di chiudere il più possibile ogni spiraglio degli infissi, in modo da insonorizzare porta e finestre.

Disaccoppiamento

Prevede l’isolamento dei punti di contatto tra due oggetti presenti nella stanza, in modo da fermare il trasferimento del suono.

Un esempio di disaccoppiamento è la creazione di pavimenti sospesi, delle specie di “controsoffitti” a pavimento, che prevedono la costruzione di una nuova area calpestabile innalzata e non a contatto con il resto della struttura, come ad esempio i muri.

Occorre porre molta attenzione quando si devono acquistare materiali per l’isolamento acustico: il polistirolo è ad esempio un ottimo isolante termico, ma non ha efficacia come isolante acustico.

Questa è una delle tante erronee credenze comuni: prima di insonorizzare il tuo studio, fai delle ricerche approfondite e non fidarti del “sentito dire”.

Trattamento acustico

Una volta che abbiamo dei muri insonorizzati e messo in pratica tutto ciò che ci è possibile per insonorizzare lo studio, possiamo iniziare a pensare a trattare l’interno della stanza.

Con tutta la fatica che hai fatto a scegliere la strumentazione da studio, ora è giusto creare un ambiente da cui poter ottenere il massimo!

Il suono viene modificato dalla stanza: l’obiettivo del trattamento acustico è proprio quello di rendere l’ambiente il più “flat” possibile.

Trattamento-Acustico

Registrazione nella stanza

La registrazione tramite microfono viene effettuata solitamente in una camera separata, detta “boot”.

Quando questo non è possibile e la registrazione avviene nello stesso luogo in cui si trovano i macchinari, sorge il problema dei rumori prodotti dalle apparecchiature.

Computer, mixer, trasformatori, finali di potenza… tutto provoca rumore!

Per limitare questo problema l’unica soluzione è quella di trovare una posizione ideale per i microfono, in modo da tenerlo il più lontano possibile dalle apparecchiature, utilizzando anche degli strumenti di trattamento acustico.

Esistono anche degli appositi strumenti in cui posizionare il case del computer in modo da limitarne il rumore.

Altri rumori interni possono essere ad esempio i termoconvettori o i climatizzatori.

Sono state studiate numerose soluzioni per queste problematiche, ma per un piccolo home studio la soluzione più pratica e meno onerosa è semplicemente quella di riscaldare o raffreddare l’ambiente prima della registrazione.

Come si propaga il suono

Sapere come si propaga il suono è fondamentale per sapere dove e come posizionare i vari strumenti che abbiamo appena analizzato.

Quando si utilizza un microfono da studio per cantare, il suono (voce) parte dal cantante e si propaga in tutte le direzioni.

Una parte del suono viaggia direttamente verso il microfono, un’altra parte si propaga nel resto dell’ambiente, rimbalzando sulle varie superfici.

Alcuni suoni possono a questo punto “tornare indietro” e rientrare nel microfono.

Vediamo ora insieme gli strumenti utili a trattare l’ambiente.

Pannelli fonoassorbenti

I pannelli fonoassorbenti servono ad assorbire il suono che si propaga nella stanza, evitando così che possa rimbalzare e rientrare nel microfono.

Ne esistono di diversi tipi: in legno, in metallo, in tessuto e in materiale espanso.

  • Pannelli in legno: sono formati da uno strato di legno, sotto al quale è presente della fibra di poliestere. Sulla loro superficie vi sono dei fori e in base alla loro larghezza dipende il livello di assorbimento.
  • Pannelli in metallo: sono formati da uno strato di legno, sotto al quale è presente della fibra di poliestere. Anche in questo caso sono presenti fori sulla superficie.
  • Pannelli in tessuto: non sono i migliori in fatto di assorbimento, ma sono diffusi grazie alla loro leggerezza e praticità.
  • Pannelli in materiale espanso: sono quelli con la maggiore capacità si isolamento e quindi anche i più utilizzati.

I pannelli in materiale espanso, ovvero i più diffusi, sono la prima scelta per molti studi. Al momento dell’acquisto occorrerà tenere in considerazione lo spessore, il pattern e la dimensione e il numero dei pannelli.

Trappole per bassi

Se i pannelli sono ideali per assorbire le frequenze medio-alte, le trappole per bassi (dette anche bass trap) sono studiate appositamente per far fronte alle frequenze basse.

Esistono due macro categorie di bass trap per l’utilizzo in studio:

  • Risuonatori Acustici: chiamati anche “tuned trap”, riescono ad azzerare alcune basse frequenze specifiche, senza intaccare le altre.
  • Assorbenti Porosi: sono più economici, più piccoli e quindi preferibili per i piccoli home-studio. La loro assorbenza avviene a tutto spettro, ma non riescono a operare sulle “basse più basse”. I materiali più utilizzati per queste bass trap sono fibra di vetro, lana di roccia e schiuma acustica.

Filtri antiriflesso

Sono dei filtri che vanno posizionati dietro al microfono. Sono piccoli e comodi, in quanto possono essere montati direttamente sull’asta.

Questi filtri sono molto popolari anche se non offrono lo stesso trattamento di bass trap e pannelli, in quanto possono essere utilizzati ovunque senza stravolgere la stanza e senza grandi spese.

Pad isolanti

I pad isolanti sono dei piccoli strumenti che vanno posizionati sotto alle casse da studio, per impedire che esse vibrino sulla scrivania o suo propri supporti.

Diffusori

Con un trattamento troppo perfetto, l’ambiente potrebbe risultare addirittura troppo spento!

Per questo è importante lasciare anche qualche piccolo riflesso. In seguito vengono posizionati anche dei diffusori, i quali appunto diffondono questi riflessi.

Posizionare gli strumenti

Sapere quali strumenti utilizzare per trattare la camera dedicata alla musica, non è sufficiente: occorre infatti anche sapere dove posizionarli.

Ogni camera ha tre punti chiave: le pareti, gli angoli diedri (formati dall’unione di due superfici) e gli angoli triedri (formati dall’unione di tre superfici).

In primis occorre operare sugli angoli triedri, ovvero gli angoli in cui si incontrano le due pareti e il soffitto o il pavimento.

In ognuno di questi angoli andrebbe posizionata una trappola per bassi.

Gli angoli diedri vanno invece trattati posizionando dei pannelli acustici, curvandoli in modo che rimanga dello spazio tra pannello e angolo.

Altri pannelli vanno posizionati infine sulle pareti. Dato che le onde sonore rimbalzano da un punto all’altro in modo pressoché costante, l’ideale è posizionare i vari pannelli a scacchiera sulla parete A e in modo opposto sulla parete frontale.

In questo modo dove la parete A mostra un pannello, la parete frontale NON prevede il pannello e viceversa.

I diffusori sono ottimi negli ambienti ampi e sono anche molto cari, per questo non sono utilizzati spesso negli studi piccoli o negli home-studio.

Se decidi di mettere comunque dei diffusori, il posto ideale è il soffitto o la parte superiore della parete (se la camera è alta).

Posizionare-Gli-Strumenti

Soluzioni economiche

Si dice che per creare uno studio, metà budget debba essere destinato al trattamento dell’acustica.

Purtroppo non tutti abbiamo la possibilità di spendere cifre esorbitanti, soprattutto se la musica è un hobby e non una fonte di guadagno.

Se hai investito molto nell’acquistare della strumentazione musicale di qualità, potresti trovarti ad avere un budget limitato per trattare la stanza.

Una delle soluzioni più efficaci ed economiche è quella di utilizzare un materasso da porre dietro al cantante al posto di un pannello: avrai sicuramente qualche parente o amico che deve cambiare il materasso!

Chiedi in giro e offriti di ritirarlo: i tuoi parenti saranno anche felici di non dover fare un viaggio in discarica!

Certo un materasso non è proprio bello da vedere, ma puoi utilizzare un po’ di creatività e ricoprirlo con delle stoffe dal pattern accattivante.

L’importante è che il materasso in questione sia pesante, in modo da poter fornire un buon livello di assorbenza.

Se hai una camera da adibire a studio molto grande, puoi valutare di creare un boot, risolvendo così anche il problema del costo che avrebbe insonorizzare e trattare una location di grandi superfici.

In commercio esistono anche delle soluzioni prefabbricate di piccole dimensioni, ma in questo caso i costi sarebbero probabilmenti più alti di quelli che sosterresti a comprare il materiale e costruirlo in autonomia.

 

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