Come Imparare a Suonare la Chitarra — Guida per Principianti

Dicembre 16, 2018

Sei sempre stato affascinato dalla chitarra e ti piacerebbe imparare a suonarla?

Hai sempre avuto questo desiderio ma hai sempre rimandato la tua prima lezione?

Imparare da zero qualcosa può sembrare veramente impegnativo.

Per suonare come un professionista occorrono anni di studio e di esercitazione, ma per cominciare a strimpellare qualche canzone ti saranno sufficienti pochissime ore!

Potrai poi inserire nuovi accordi e tecniche col tempo, ma le prime soddisfazioni arriveranno a breve termine.

Tipi di chitarra

Chitarra classica, chitarra acustica, oppure chitarra elettrica?

  • Chitarra classica

La chitarra classica è uno strumento studiato per suonare appunto i brani classici.

Sebbene venga spesso impiegata anche in altri generi, quali il flamenco o il jazz, essa è poco utilizzata nei generi più comuni, ovvero pop, rock e simili.

Il suo manico è largo e tra le corde di nylon vi è una distanza maggiore rispetto a quella che si trova su altre tipologie di chitarra.

  • Chitarra acustica

La chitarra acustica, detta anche “folk” ha un manico più stretto, corde più “vicine” e metalliche.

Il suo suono ti ricorderà molti brani che ascolti alla radio e si rivela quindi un’ottima opzione per iniziare a mettere in pratica gli accordi che imparerai nelle prime lezioni e cominciare ad accompagnarti sulle note delle canzoni più famose.

  • Chitarra elettrica

La chitarra elettrica è ideale per generi quali il rock, l’hard-rock, il metal, ma non solo.

Il manico è molto sottile e le corde non sono troppo tese, risultando facilmente maneggevoli.

Scegliere la chitarra

Ogni tipologia di chitarra ha i suoi pro e contro per un principiante: alcuni insegnanti consigliano di iniziare con la classica, in quanto il manico più grande permette di premere le corde giuste senza toccare le altre, inoltre le corde sono più morbide.

Altri insegnanti trovano più adatta l’acustica, perché il manico più stretto è per altri versi più pratico, ma le corde sono più rigide e “taglienti”.

L’elettrica ha lo svantaggio dell’amplificatore, ma ha un manico stretto e corde poco tese. Se ci si abitua a un’elettrica si farà molta più fatica a passare ad un altro tipo di chitarra in futuro!

Tutti concordano su un fatto: se sai già di voler suonare l’acustica, la classica o l’elettrica, puoi dedicarti subito alla determinata tipologia prescelta.

Il nostro consiglio? Se vuoi rivolgerti a un insegnante fatti consigliare da lui, se vuoi imparare da autodidatta scegli il tipo di chitarra che intendi suonare.

  • Prezzi

Il costo di uno strumento è uno dei fattori principali da prendere in considerazione.

Un principiante dovrebbe naturalmente valutare l’acquisto di prodotti entry-level, che garantiscano comunque una discreta qualità: è inutile risparmiare per trovarsi in mano una chitarra che si scorda ogni volta che si esegue un accordo!

A parità di qualità, i modelli entry-level più economici sono quelli della chitarra classica, per questo motiva essa viene spesso scelta come primo strumento, anche se abbiamo visto che non sia il preferibile.

Il costo di una chitarra acustica e di una elettrica per principiante non è molto differente, occorre però tener conto che un modello elettrico richiede l’acquisto di un amplificatore.

La chitarra elettrica non è infatti dotata di cassa di risonanza, quindi necessita di un amplificatore per poter essere suonata con un discreto volume.

Parti della chitarra

La chitarra è composta da diverse parti:

parti della chitarra

Altre parti sono:

– il battipenna, ovvero un sottile strato protettivo che impedisce di rovinare la chitarra usando il plettro

– i pick up, che trasformano le vibrazioni delle corde in impulsi elettrici e che sono quindi presenti solo sulle chitarre elettriche. Esse infatti non hanno il rosone e il suono viene emesso in modo elettrico.

– manopole, che servono a regolare i pick up nelle elettriche

– leva, presente nell’elettrica, serve per il “tremolo”

– jack, presente nelle elettriche e in alcune acustiche, permette di collegare lo strumento a un amplificatore mediante cavo

chitarra elettrica

Accordare la chitarra

L’accordatura standard della chitarra prevede che le sei corde siano intonate come segue, dall’alto verso il basso:

Corda 1 – MI (cantino)

Corda 2 – SI

Corda 3 – SOL

Corda 4 – RE

Corda 5 – LA

Corda 6 – MI (basso)

Giusto perché potrebbe capitare di trovare degli accordatori internazionali, riportiamo le note italiani e la rispettiva corrispondenza anglosassone:

MI = E

SI = B

SOL = G

RE = D

LA = A

MI = E

Tramite le meccaniche, è possibile modificare l’intonazione delle corde.

A ogni meccanica è infatti “legata” una corda:

accordare la chitarra

Tirando o allentando la corda tramite la meccanica, l’intonazione della corda varia.

L’obiettivo è quindi quello di lavorare con le meccaniche fino ad intonare ogni corda.

Per accordare una chitarra ci sono essenzialmente 2 modi:

– a orecchio

– con uno strumento

Accordare a orecchio significa conoscere talmente bene le distanze di tonalità tra una nota e l’altra, da potersi servire solo di un diapason che permetta di intonare la corda corrispondente al LA e di proseguire con l’accordatura “a orecchio”.

Questa metodologia non può di certo essere utilizzata da tutti e anche chi è in grado di farlo spesso utilizza comunque degli strumenti per un risultato più preciso.

Esistono degli appositi strumenti, chiamati accordatori.

Oggi puoi trovare anche delle app che ti permettono di accordare la chitarra!

Un accordatore rileva la nota suonata dalla corda e ti indica se devi tirare o allentare tramite la meccanica finché non si ottiene una corrispondenza totale tra nota suonata e nota necessaria.

All’inizio si dovrà lavorare molto per capire se occorre tendere o allentare e di quanto, ma col tempo l’orecchio si affinerà e l’operazione risulterà molto più semplice.

La chitarra tende a scordarsi facilmente, certo, i modelli migliori hanno una maggiore tenuta, ma le corde sono molto sensibili e subiscono le variazioni climatiche.

Appena montate tendono naturalmente a scordarsi, in quanto hanno bisogno di tempo per assestarsi.

Cambiare le corde

Le corde prima o poi si rompono e ogni volta occorre cambiarle.

  • Quando?

Sicuramente quando una corda si rompe! Ma non solo, anche quando iniziano ad essere usurate.

L’usura è data dal tempo, ma anche dalla frequenza di utilizzo: chi suona un paio d’ore a settimana le cambierà meno spesso di chi si esercita ed esibisce regolarmente per molte ore al giorno.

  • Cambiarle tutte o una alla volta?

Ci sono diverse teorie: alcuni chitarristi ritengono sia meglio cambiarle

cambiare le corde

tutte insieme, altri che sia meglio cambiarle una alla volta, altri ancora che sostituiscono di volta in volta solo la corda guasta.

Cambiando tutte le corde ci si assicura che tutte suonino nello stesso modo, mentre cambiando solo quella rotta, anche se con una di marca e modello uguale, il suono può essere diverso.

Un chitarrista professionista vorrà sicuramente un suono perfetto, mentre un entry-level può anche cambiare solo la corda rotta, a meno che anche le altre non siano molto vecchie e valga la pena quindi cambiarle tutte …

Nel caso si decidesse di cambiarle tutte, bisogna cambiarle una alla volta o toglierle tutte e poi montare le nuove?

Anche qui ci sono opinioni contrastanti: alcuni approfittano del cambio delle corde per smontarle tutte e provvedere alla pulizia della tastiera, altri sostengono che togliendo tutte le corde il manico possa perdere la sua “forma originale”, imbarcandosi o avvitandosi.

In linea di massima possiamo dire che lasciare un manico senza corde per il tempo di cambio della muta non ha mai portato conseguenze, diverso è lasciarlo spoglio o con alcune corde assenti per lungo periodo.

In caso di ponte mobile, occorre fare molta attenzione durante il cambio delle corde! Se ha preso un’elettrica con ponte mobile fatti aiutare le prime volte da un amico esperto o dal tuo insegnante.

  • Operazione

Prima di mettere le corde nuove occorre chiaramente togliere le vecchie o comunque quelle che si vogliono sostituire.

La chitarra va stesa su un piano pulito e ricoperto da un panno imbottito, in modo da scongiurare rigature sul dorso dello strumento.

Ti serviranno delle tronchesine ed eventualmente un avvolgicorde: non è indispensabile e puoi anche procede a mano, anche se l’operazione risulta così meno agevole.

La prima cosa da fare è allentare le corde completamente. Quando sono completamente distese puoi tagliarle con le tronchesine e sfilarle.

Assicurati che le corde siano state allentate completamente, o potresti farti male!

Tagliare le corde è molto pratico, ma se vuoi puoi anche svolgerle completamente e sfilarle dal ponte.

In base al tipo di chitarra l’attacco può essere diverso: può essere prevista un’annodatura o il blocco tramite dei pioli.

Una volta sfilate le vecchie corde puoi procedere con il montaggio delle nuove.

In che ordine? Anche qui ci sono pareri discordanti: alcuni sostengono sia meglio iniziare dalla corda più spessa, altri dalla più sottile.

Un’altra teoria sostiene sia meglio cambiarle in ordine 1, 6, 2, 5, 3, 4. Questa metodologia provoca una tensione più uniforme sul manico.

Fissa le corde al ponte, con i pioli o con la legatura in base al tipo di chitarra.

Inserisci le corde nei rispettivi buchi delle chiavi e gira le meccaniche per tenderla, senza raggiungere però il livello di tensione totale.

Assicurati di lasciare del margine: lo taglierai in seguito.

Una volta montate tutte le corde puoi procedere all’accordatura e alla rimozione delle parti di corda in eccesso.

Posizione corretta

Ora siamo pronti a prendere in mano lo strumento.

Una postura corretta non è solo importante per poter suonare correttamente, ma anche per evitare dolori e danni a schiena e articolazioni.

Partiamo dalla postura utilizzata nello studio della chitarra classica.

Siediti e metti un piccolo sgabello sotto al piede sinistro e appoggia la chitarra sulla gamba sinistra, parallela al busto.

Se l’hai posizionata correttamente potrai anche togliere le mani e lei starà in equilibrio da sola.

Il primo capotasto deve essere portato all’incirca ad altezza occhi/collo.

Imbraccia la chitarra col braccio destro, appoggiandolo sulla fascia laterale superiore.

Il gomito deve essere mantenuto libero e la mano deve poter “penzolare” davanti al rosone.

Con la chitarra acustica si trova invece una posizione più istintiva, con corpo appoggiato sulla gamba destra e manico sulla stessa linea, spostato “all’infuori” rispetto al chitarrista.

Per l’elettrica si studia generalmente già prevedendo di suonare in piedi.

Queste sono linee generali e la postura può richiedere degli aggiustamenti anche in base allo stile suonato: con l’acustica per esempio l’angolazione del manico può variare in base all’altezza del musicista e alla tecnica utilizzata.

Plettro o non plettro?

Un allievo del conservatorio potrebbe inorridire a vedere qualcuno che suona la chitarra classica con l’ausilio di un plettro … in realtà molti lo fanno, soprattutto gli entry-level che non mirano a uno studio professionale, ma che vogliono solo imparare a suonicchiare e che hanno scelto di iniziare con una di chitarra classica.

Le corde possono essere sollecitate in diversi modi: pizzicate con le dita, con il plettro e con tanti altri accessori.

Se usi un plettro, assicurati di sceglierne uno adatto alle corde! Chiedi sempre consiglio al negoziante!

Accordi di base

Veniamo ora al momento tanto atteso: i primi accordi.

  • Giro di DO

Solitamente la prima cosa che viene insegnata agli entry-level è il giro di DO, ovvero una sequenza composta da 4 accordi: DO – LA minore – RE minore – SOL7.

Per eseguire ogni accordo la mano sinistra deve premere alcune corde su un determinato punto della tastiera.

Le corde devono essere premute con la punta dei polpastrelli.

Ora impareremo appunto il giro di DO e mentre lo faremo vedrai come vengono indicati gli accordi su pressoché tutti i libri, manuali, siti per principianti.

DO

do

L’immagine ti indica le corde da premere e in quale punto della tastiera. In questo caso l’immagine rappresenta la tastiera come se la vedessi suonata da un’altra persona:

chitarra classica

Controlla sempre: in base al libro/manuale, gli schemi possono essere rappresentati secondo diverse prospettive, anche orizzontali!

Certe volte si trovano anche le indicazioni di quale dito va utilizzato grazie a un pratico sistema che numera ogni dito e riporta la cifra corrispondente nello schema.

Torniamo al nostro accordo di DO: quali dita usare? In questo caso si utilizzeranno l’indice, il medio e l’anulare.

Passiamo al LA minore:

la minore

In questo caso utilizzeremo sempre le stesse dita di prima: l’indice e il medio rimangono fermi, mentre l’anulare si sposta sullo stesso tasto del medio, ma sulla corda sottostante.

Ovviamente sarà impossibile porre i polpastrelli di medio e anulare perpendicolari, l’importante è premere le rispettive corde nello stesso tasto.

Ora vediamo il RE minore:

RE minore

E infine il SOL7:

sol7

All’inizio dovrai naturalmente svolgere queste operazioni lentamente e con attenzione: non è importante la velocità, ma la precisione nel premere le corde correttamente.

Una volta presa dimestichezza con il giro di DO potrai già cantare molte delle tue canzoni preferite!

Eccone alcune:

Il Cielo In Una Stanza – Gino Paoli

Il Gatto E La Volpe – Edoardo Bennato

Sapore Di Sale – Gino Paoli

Troverai senza fatica un sacco di altri brani italiani e non, che sono costruiti su questo giro, o comunque con i quattro accordi appena imparati.

  • Giro di SOL

Vediamo un altro giro perfetto per i principianti: il giro di SOL.

Esso è formato dagli accordi SOL, MI minore, LA minore, RE7.

Vuoi una buona notizia? Il LA minore l’hai già imparato col giro di DO, ci sono quindi solo tre accordi da imparare da zero!

Cominciamo con il SOL:

sol

Poi andiamo con l’accordo di MI minore:

mi menore

Ritroviamo il LA minore:

la minore 2

E infine il RE7:

RE7

Adesso hai a disposizione ben 7 accordi e troverai tante canzoni famose che potrai suonare solo con alcuni di essi!

Con MI minore – DO – SOL – RE puoi suonare:

Il Mio Corpo Che Cambia – Litfiba

Quella Che Non Sei – Ligabue

Piccola Stella Senza Cielo – Ligabue

Zombie – Cranberries

Altre canzoni interessanti possono essere:

Destinazione Paradiso – Gianluca Grignani

A Te – Jovanotti

In questi ultimi due brani troverai accordi che già conosci anche se in ordine diverso.

Una volta imparati questi primi accordi, puoi aggiungerne di nuovi man mano che i primi brani visti insieme diventano semplici da eseguire.

Scegli canzoni semplici, controlla che gli accordi siano in gran parte quelli già imparati e pian piano impara quelli nuovi.

Quando non avrai più bisogno degli schemi con le indicazioni degli accordi, potrai trovare le semplici indicazioni come FA – DO – RE – SOL7.

Essi possono essere indicati in diversi modi:

FA minore = FA min / FA-

Oppure con la denominazione anglosassone. Ecco le corrispondenze:

DO = C

RE = D

MI = E

FA = F

SOL = G

LA = A

SI = B

Strumming

E con la mano destra? Con la destra abbiamo visto che si possono adottare diversi metodi, come il pizzicare le corde una ad una, o praticare quello che viene chiamato “strumming”, ovvero il movimento della mano destra “su e giù” toccando tutte le corde con il plettro o con le dita.

Lo strumming è ideale per chi è alle prime armi e punta a imparare a suonare per accompagnarsi mentre canta una canzone, magari con un gruppo di amici in spiaggia o durante una cena a casa di amici.

Per i primi tempi, utilizza semplici “pennate” in su e in giù, cercando di farlo a ritmo!

Col tempo potrai imparare a utilizzare diverse ritmiche e accenti.

All’inizio puoi, una volta imparati bene gli accordi del brano, provare a seguire la ritmica della canzone originale.

Manutenzione

La prima chitarra che acquista un principiante è in genere di fascia bassa, ma questo non significa che non si debba trattarla con cura.

Per mantenere le corde in buono stato è bene asciugarle con un panno pulito al termine di ogni utilizzo e ci sono dei prodotti appositi per pulire il manico e il corpo.

Abbiamo già accennato a come le condizioni climatiche possano essere dannose per lo strumento: cerca quindi di riporlo sempre in un luogo asciutto e non umido, possibilmente protetto da una custodia adeguata.

Se porti spesso lo strumento fuori casa, cerca una custodia imbottita o rigida, in modo da proteggerlo anche da urti accidentali.

Evita inoltre di lasciare la chitarra al sole o in luoghi molto freddi.

Scegliere un insegnante

Scegliere un insegnante

Essere seguiti è sempre meglio, ma attenzione a scegliere la persona giusta!

Trovare l’insegnante adatto è un po’ come scegliere il parrucchiere: è una cosa molto personale e alcuni insegnanti possono essere ottimi per determinati allievi, ma non necessariamente per tutti.

Se il tuo obiettivo è quello di imparare a suonare per hobby, fallo presente al tuo insegnante: cercherà così di impostare le lezioni in modo adatto.

Anche il genere che vorresti suonare è importante! Probabilmente qualunque insegnante ti chiederà alla prima lezione perché vuoi suonare e quali sono i tuoi generi preferiti.

Esistono anche dei corsi per hobbisti in molti piccoli paesi, organizzati da associazioni musicali e a prezzi contenuti.

Qualunque sia la tua scelta, ricorda che l’importante è trovare un maestro giusto, che sappia rendere l’apprendimento gradevole e offrirti un insegnamento adatto alle tue esigenze e aspettative.

Esercitazioni

La pratica è davvero fondamentale quando si impara a suonare uno strumento!

Tra una lezione e l’altra dedica del tempo agli esercizi, in modo da migliorare la tua manualità e da arrivare alla prossima lezione ben rodato e pronto per imparare qualcosa di nuovo.

Non è necessario esercitarsi ore e ore: sono sufficienti 15/20 minuti al giorno, anzi, una pratica concentrata in molte ore in un solo giorno è sconsigliata.

Non ti scoraggiare

Stai imparando da zero a suonare uno strumento! Non è facile!

E’ normale avere qualche difficoltà all’inizio: non mollare, ma tieni duro!

Il tempo e la perseveranza premiano sempre.

Non cimentarti in cose troppo difficili, ma procedi un passo alla volta e per gradi e ricorda che ogni accordo imparato, ogni piccolo miglioramento deve essere visto come una grande conquista!

Quando vedi o ascolti dei chitarristi di primo livello, non dimenticare che anche loro hanno iniziato proprio come te: da zero!

Sono diventati dei mostri di bravura sicuramente perché talentuosi, ma anche e soprattutto grazie alla perseveranza e all’impegno.

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