L’album in lavorazione dal 2010 del terzetto Texano sembra ormai essere giunto alla conclusione e soprattutto prossimo all’uscita prevista ad Aprile.
A detta di Gibbons, Hill e Beard, questo nuovo album ricalcherà a pieno lo stile “old school” degli album precedenti, soprattutto per quanto riguarda l’inconfondibile sonorità che la band ha sempre mantenuto creandosi così un’etichetta inconfondibile.
Gli ZZ Top arrivano da 9 anni di silenzio, infatti il loro ultimo lavoro in studio risale al 2003 con l’album Mescalero. Questa sorta di pausa di studio deriva dalla concentrazione di energie che la band ha utilizzato per gli svariati spettacoli live tenuti in questi anni.
Gli ZZ Top racchiudono nel loro personalissimo pacchetto almeno sei distinguibili sottogeneri del rock: hard, blues, southern, arena, pop e boogie. Agli inizi hanno una partenza decisamente in sordina, infatti i loro primi due album non sembrano portare la giusta riconoscenza, fino all’esplosione nel ’73 con l’album Tres Hombres dove è contenuta la celebre track La Grange (la celebre casa di tolleranza Texana che ispirò il musical The best little whorehouse in Texas).
Certo avrei potuto scegliere un video migliore per un pezzo come La Grange, ma il fatto che fossi di persona quella sera del 15 Luglio 2010 nella splendida cornice del castello di Vigevano (PV) mi fa automaticamente legare l’assistere ad una performance eccezionale, sorprendente come questi ragazzoni che suonano ormai assieme da oltre 40 anni siano ancora in grado di divertirsi come dei ventenni, al fatto appunto che gli ZZ Top, in 40 anni di carriera, non abbiano mai cambiato la loro formazione.
Gibbons & Co. non sono comunque nuovi a lunghe pause “riflessive” la prima avvenne infatti nel ’77 per poi ripartire due anni dopo con ancora dei lavori in studio, fino ad arrivare ad un capolavoro musicale nel 1983 con l’album Eliminator.
Visto il successo di Eliminator, decisero di proporre lo stesso mix utilizzando sintetizzatori e sequencer creando così una mescolanza particolare che ancora non si era sentita nel blues rock. Inutile dire che anche Afterburner confermò ulteriormente il notevole successo della band. Compiendo un bel salto temporale arriviamo al 15 Marzo 2004 quando gli ZZ Top entrano nella Rock and Roll Hall of Fame, a questo punto la consacrazione alla storia della musica è effettiva.
La discografia degli ZZ Top, al secolo Billy Gibbons (voce solista, chitarra), Dusty Hill (basso, tastiere e voce) e Frank Beard (batteria), conta un album live, 11 raccolte, 2 dvd e 14 album in studio (ad Aprile 15!!!), questi ultimi sono:
- ZZ Top’s first album (1971)
- Rio Grande Mud (1972)
- Tres Hombres (1973)
- Fandango! (1975)
- Tejas (1976)
- Deguello (1979)
- El Loco (1981)
- Eliminator (1983)
- Afterburner (1985)
- Recycler (1990)
- Antenna (1994)
- Rhythmeen (1996)
- XXX (1999)
- Mescalero (2003)
Un’ultima cosa… lascio volentieri a Voi il piacere di scoprire ulteriori curiosità sugli ZZ Top, una ve la fornisco io: a Luglio del 2000 venne riscontrata l’epatite C al bassista Dusty Hill, dovettero quindi cancellare alcune date, ma il recupero dell’artista fù talmente rapido che in una successiva intervista lo stesso Hill dichiarò: <<Non puoi proprio fermare gli ZZ Top!>>
Stay rock bro…















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