L’assoluto in Beethoven-questo è la tonalità

L’assoluto in Beethoven-questo è la tonalità
L’assoluto in Beethoven-questo è la tonalità

Critica di quello che Adorno avrebbe scritto su quello che Beethoven non ha completato.
La linea critica conduttrice utilizzata da Adorno esplica la stretta interazione esistente tra la musica e la filosofia, prendendo come modello analogico lo stile compositivo dialettico beethoveniano.

Nella Filosofia della musica moderna denuncia la crisi della società esistente, rappresentata dalla frammentazione dello stesso sistema tonale, presente nelle composizioni di Schomberg e di Strawinsky, per poi riprendere la triade dialettica hegeliana, utilizzata dallo stesso Beethoven nella tecnica tonale, con il fine di ricostruire la frattura evidente contemporanea, nel sogno monumentale dell’umanità mondiale, idealizzata nella Nona sinfonia, come tesi e realizzata nell’Incompiuta, come sintesi.

Il sistema tonale beethoveniano, formulato in tesi, tonalità, in antitesi, negazione della tonalità precedente per affermare quella successiva, negando la sua negazione come tale e in sintesi, come Finale, e il tendere alla libertà, si manifesta come un cammino apparente dell’uomo verso l’Assoluto, dove la libertà nella Nona si attua nella sintesi, nell’ultimo momento dialettico, mentre nella Decima sinfonia, la sintesi si esplica fin dall’inizio, come concretezza della libertà stessa.
La Nona sinfonia, con la sua struttura tonale del Finale, rappresenta “L’assoluto in Beethoven-questo è la tonalità.” , mentre l’Incompiuta, con la ciclicità e la ripresa dei suoi movimenti, manifesta “L’assoluto in Beethoven-questo è la ripresa”.
La sistematizzazione estetica musicale si determina definitivamente nell’Estetica, dove Hegel sancisce il compito specifico della musica, il quale “consiste nel fatto che essa rende per lo spirito ogni contenuto non quale si trova nella coscienza come rappresentazione generale o esiste per l’intuizione come determinata forma esterna, oppure acquistata per mezzo dell’arte una sua apparenza più adeguata, ma quale diviene vivo nella sfera della interiorità soggettiva” .
Questa interpretazione viene ripresa dallo stesso Adorno, nel tentativo di codificare il significato e la struttura musicale delle composizioni beethoveniane, attraverso il metodo compositivo dialettico.
Sia la Nona che gli abbozzi della Decima sinfonia, ultimata poi da Barry Cooper, presentano chiari elementi stilistici musicali romantici, come la tonalità e la ripresa.

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