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19 gennaio 2012

La Fenice apre le danze sulle note di Sinopoli

Quella del 20 gennaio sarà una data importante per il teatro veneziano perchè vedrà sulle scene la Lou Salomé dopo ben 31 anni dalla sua prima rappresentazione, avvenuta a Monaco. Si tratta dell’unica opera teatrale con libretto realizzata da Giuseppe Sinopoli, direttore d’orchestra e compositore, scomparso 11 anni fa mentre svolgeva egregiamente il suo lavoro, diffondendo le musiche Verdi in Germania.

Per chi non conoscesse Sinopoli dovrebbe informarsi sul fatto che è stato un’ammirevole figura conosciuta in tutto il mondo che ha collaborato con le più grandi orchestre: dalla BerlinerWiener Philharmoniker, alla Staatskappelle di Dresda che ha guidato per molti anni; seguono poi la Philharmonic di New York, lAccademia di Santa Cecilia di Roma e l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI. Fu inoltre il primo direttore d’orchestra italiano nella storia a dirigere l’Anello dei Nibelunghi al Festival di Bayreuth, nel 2000, un riconoscimento riservato a pochi.

E’ curioso leggere del fatto che tra le composizioni di Sinopoli ce ne siano alcune che riguardano proprio la musica elettronica: una dimostrazione del fatto che si può andare oltre i cliché e le dimensioni élitarie.

Quello della Fenice è un bellissimo omaggio al direttore d’orchestra e l’opera Lou Salomè vale molto più di quel che sembra perchè è “intrisa di cultura tedesca” come saggiamente suggella il Corriere della Sera, e si specchia con un’attualità cruda!

Fu proprio quella cultura a saper sintetizzare in maniera particolare il senso generale di smarrimento percepito tra la fine dell’800 e l’inizio del ’900. L’epoca in questione era molto cara al direttore d’orchestra, sensibile interprete che aveva riconosciuto e forse anche previsto la possibilità che i tempi bui d’inizio secolo potessero in qualche modo ritornare.

Lou Salomè era un’allieva di Freud, scrittrice e psicoanalista; l’opera ne traccia la vita in vari episodi e nei vari incontri con diverse personalità, importanti e non (il poeta Rilke, Freud, Nietzsche etc.), e questo la spinge inevitabilmente ad ampliare le sue prospettive e la ricerca di Dio, al fine di avere una maggiore coscienza di sé, della vita e della morte.

Sul palco l’opera sarà rappresentata dal 20 al 29 gennaio e saranno due le interpreti di questa affascinante figura che seguiranno e accentueranno le battute del libretto di Karl Dietrich-Gräwe: il soprano Angeles Blancas Gulìn e l’attrice Giorgia Stahl.



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Daniela Labate
Ho 30 anni e da sempre condivido con la musica quelli che sono gli umori, le sensazioni e le emozioni di una giornata, di un mese e così via. Per questo ascolto un po' di tutto, rock, pop, R&B, jazz, soul, classica ecc.; essendo laureata in lingue "spulcio" spesso il panorama della musica straniera, tedesca, spagnola e francese.




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