A poco più di un anno di distanza dal suo ultimo album, Giants, Chicane è tornato a stupire i suoi appassionati supporters con un nuovo album, Thousand Mile Stare, pubblicato in un esclusivo cofanetto in edizione limitata, insieme a una raccolta di demo che ripercorrono la sua carriera musicale e a un inedito cd di remix, tra cui alcuni mai pubblicati ufficialmente.
Insomma un bel regalino da parte di un artista che è sempre stato molto produttivo e ha sempre cercato di avere un rapporto stretto con i suoi fan, soprattutto tramite i social network.
Giudizio complessivo della nuova uscita? Decisamente alto.
Ecco la review speciale di Amolamusica:
IL BOX – Partiamo dalla confezione. Necessaria premessa, visto che va fatto un appunto alla Universal (che ha distribuito il cofanetto a chi lo acquistava attraverso il canale ufficiale), non tanto per il modo in cui è strutturato, ma per le scelte di spedizione.
Posso capire la volontà di ridurre al minimo gli impacchettamenti, ma inserire il cofanetto in una busta di plastica impermeabile grigia semplice, senza l’imballaggio “scoppiettante” di protezione è una scelta davvero suicida.
Non a caso, a molti il cofanetto è arrivato danneggiato, se non addirittura tagliato in alcuni punti. E considerato il prezzo (circa 40 euro), ci si sarebbe aspettati un ottimo servizio.
Anche le spedizioni sono state molto lente, ma essendo partite il 12 Dicembre, ci potrebbe essere la scusante delle feste natalizie. Il sottoscritto ha ricevuto il cofanetto il 29 Dicembre e con poche ammaccature, fortunatamente.

Nulla da eccepire, invece, sull’interno, organizzato al meglio (vedi foto) e con un bel libricino di poche pagine, in formato A4, dove campeggia, da un lato l’autografo di Chicane (per chi ha prenotato il box prima del 18 Novembre) e, sull’altro lato, la lista di coloro che lo hanno comprato, appunto, in anteprima.
L’ALBUM THOUSAND MILE STARE – E arriviamo al pezzo forte, il tanto atteso album. Prima della sua uscita serpeggiava un pò di malumore tra i fan, sia per la presenza di sole 9 canzoni, sia per il singolo di lancio, Going Deep, che non aveva affatto convinto… E, invece, la sostanza è stata completamente differente… E persino quella canzone deludente che doveva trainare l’uscita del nuovo lavoro, e che è stata riproposta in due versioni (“Original Mix” e “Moogmonkey Remix”), si inserisce in maniera ottima all’interno dell’album e diventa più sopportabile. I capolavori, però, sono ben altri!
Uno su tutti, Playing Fields, che si avvale di un ritmo soft molto equilibrato e continuo e di poderosi pads che accompagnano alla perfezione la candida e soave voce di Kate Walsh. Anche il testo regala tante emozioni, soprattutto agli innamorati, con incisi del tipo “We’ll climb the highest mountain we can find. We’ll never let the lights go down around us”. Non è un caso che, per l’unione di tutti questi componenti, tutti i fan l’abbiano già definita come la nuova No Ordinary Morning, uno dei primissimi successi di Chicane e, tuttora, uno dei suoi migliori brani (vi consiglio fortemente di guardarlo!).
Anche il brano di apertura, Windbreak, regala tanto relax e tanta sperimentazione, visto che, dopo un inizio ambient, il brano si modifica repentinamente in D’nB. Ma sono Goldfish e Fin de Jours a regalare la massima evasione, il primo con leggere note di piano e intermezzi vocali a metà tra canto indiano e canto del muezzin, il secondo con potenti vocals femminili e rilassanti pads che liberano la mente da qualsiasi pensiero.
Altrettanto splendida è la title track Thousand Mile Stare, spesso suonata dallo stesso Chicane durante i suoi concerti in giro per il mondo e già presente nelle sue scalette dall’estate (come nel caso di Creamfields 2011). Veloci riff di piano introducono un brano molto lungo (8 minuti) ed estremamente orecchiabile, con un synth che guida il ritmo e la melodia complessiva e sembra quasi ripetersi all’infinito. A spezzare la “monotonia” (se così la possiamo chiamare, visto che il brano è bellissimo!), ogni intanto intervengono vocals al femminile misteriose per quanto riguarda il testo, ma armoniose e vibranti.
Una curiosità: la copertina dell’album è praticamente uguale a quella di Magnetic Fields di Jean Michel Jarre. Ma non si tratta affatto di un plagio, bensì di un giusto omaggio di Chicane a uno dei suoi maestri e ispiratori musicali. Una piccola nota di demerito, invece, è la qualità dell’album, che sembra essere stato registrato in lo-fi o comunque con standard lontani dalla qualità audio alla quale ci ha abituato, negli anni passati, Chicane.
Questo dettaglio potrebbe essere l’indice di una certa fretta nella pubblicazione del box (probabilmente per via della questione pirateria che nacque in autunno). In ogni caso, lo stesso produttore inglese ha annunciato dalla sua pagina facebook che in primavera dovrebbe uscire una nuova versione “stand-alone” (ossia solo CD) dell’album e che sarà diversa da quella contenuta nel box. Dunque, vedremo se la bassa qualità è stata una scelta voluta o meno.
LE DEMO – Conservate all’interno di una simpatica chiavetta usb a forma di musicassetta, le tredici demo sono, forse, l’elemento più interessante del box, almeno perché consentono di osservare il metodo di lavoro del musicista, dall’idea di base fino allo sviluppo del brano in ogni sua componente. Tra le chicche di questa speciale uscita, è possibile ascoltare una inedita versione con voce maschile di What Am I Doing Here Pt. 1 (brano presente nel precedente album, Giants), una versione grezza di Where Do I Start (sempre tratta dal precedente album), una bellissima versione acustica, con testo e voce differenti, di Stoned In Love (vecchio successo di Chicane, cantato da Tom Jones) e una intro sviluppata per i live di Offshore, uno dei primi successi dell’inglese.
Non mancano, però, gli esperimenti anche con i brani del nuovo album: nella chiavetta, infatti, è possibile ascoltare una toccante versione senza batteria di Playing Fields, due versioni alternative della title track, chiamate qui 1000 Mile e un brano chiamato La Luna che, per il suo poderoso basso, ricorda tantissimo Going Deep. Tra gli inediti, invece, è possibile lasciarsi catturare dalla tipica chill out iberica di Santanas (molto vicino ai suoi primissimi album) o dal ritmo forsennato di Mojave, uno dei brani più attesi dai fans.
IL CD DI REMIX – Anche nei remix è possibile ascoltare lavori di ottima fattura, come il mix realizzato da Armin van Buuren per il brano Where Do I Start oppure il bellissimo remix di What Am I Doing Here Pt. 1, realizzato dal duo Walsh & McAuley e già noto ai fans, poiché era stato suonato, nell’estate del 2010, dallo stesso Armin in una delle puntate di “A State of Trance“.
Naturalmente, anche in questo caso non mancano i remix di brani un pò più datati (ma comunque straordinari), come il remix in stile dubstep di Bruised Water, quello elettronico – trance di Offshore ’97 e il remix fortemente ritmato e ipnotico di Autumn Tactics, realizzato da The Thrillseekers. E mettiamoci anche un remix quasi techno – house di Come Tomorrow (uno dei brani preferiti del sottoscritto) intitolato “Soul Seekerz Dirty Dub”, giusto per metterci più ingredienti in un cofanetto pieno di sorprese e che segna il ritorno dell’”old style” di Chicane.
Da avere!












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