
U2 – I Still Haven’t Found What I’m Looking For
Durata: 4’37’’
Data di Pubblicazione: Maggio 1987
Etichetta: Island Records
Gli U2 sono un gruppo rock irlandese di Dublino, formato da Paul David Hewson, meglio conosciuto come Bono Vox (frontman e voce), David Howell Evans, o The Edge (chitarra e tastiere), Adam Clayton (basso), Larry Mullen (batteria).
Band più premiata in assoluto ai Grammy (ne ha ricevuti ben 22), e con oltre 158 milioni di dischi venduti nel mondo, si può tranquillamente affermare che sia uno tra i più importanti gruppi musicali della scena internazionale.
Ben otto loro brani sono tra le 500 migliori canzoni di tutti i tempi secondo la rivista Rolling Stone: tra queste, al 93° posto, troviamo “I Still Haven’t Found What I’m Looking For”.
Contenuto nell’album “The Joshua Tree” (uscito nel Marzo 1987), il brano venne pubblicato come secondo singolo, dopo “With Or Without You”, altra celebre canzone della band.
Pervasa, come del resto l’intero LP, dalle influenze della musica tradizionale americana – come il gospel – e con un testo che affronta tematiche spirituali, questa canzone diventa una delle più famose degli U2.
Nata come demo durante una jam session, dal titolo “The Weather Girls” (o anche “Under The Weather”), The Edge non ne era per niente entusiasta all’inizio, tanto che, a suo avviso, somigliava un po’ troppo al brano dei Survivor “Eye Of The Tiger”…. cantata da un gruppo reggae!!!
Tuttavia il ritmo non era niente male, quindi Daniel Lanois, uno dei produttori della band (l’altro era Brian Eno), spronò Larry Mullen a continuare con lo sviluppo del sample.
Pian piano, partendo dalla batteria e via via aggiungendo i vari strumenti uno alla volta, “I Still Haven’t Found What I’m Looking For” prendeva forma, quasi come la costruzione di un solido palazzo, che viene edificato partendo dalle fondamenta e, giorno dopo giorno, assume la sua forma finale.
Bono era, in quel periodo, affascinato dalle tematiche di tipo spirituale, e venne influenzato, nella stesura del testo, da gruppi gospel come i The Swan Silvertones, i The Staple Singers e dal cantante blues Blind Willie Johnson.
Il titolo invece è stato ispirato dall’ascolto della canzone di Bob Dylan “Idiot Wind”: dopo aver sentito il verso “You’ll find out when you reach the top you’re on the bottom”, The Edge annota la frase “but I still haven’t found what I’m looking for” su un foglio… durante la registrazione in studio gli torna in mente, e si accorge che la metrica è perfettamente combaciante con il ritmo degli strumenti, “come una mano dentro un guanto”… tant’è che non diventa solo il titolo del brano, ma anche la parte portante del suo ritornello.
In realtà, il secondo singolo tratto da “The Joshua Tree” avrebbe dovuto essere la canzone “Red Hill Mining Town”; per una serie di problemi alle corde vocali Bono non riuscì a registrare la canzone in tempo prima di partire con il nuovo tour, quindi all’ultimo minuto venne scelta “I Still Haven’t Found What I’m Looking For”.
Il brano debuttò al numero 51 della classifica Billboard Hot 100 del 13 Giugno 1987, raggiungendo, dopo un paio di mesi, la prima posizione, e rimanendoci per due settimane consecutive. In tutto, rimase in classifica per ben 17 settimane.
Anche in Irlanda raggiunse il primo posto – nella Irish Singles Chart – mentre dovette accontentarsi della sesta posizione nella UK Singles Chart.
Il video, girato il 12 Aprile 1987 in Freemont Street a Las Vegas (dove la band si trovava perché impegnata nel “The Joshua Tree Tour”) dal regista Barry Devlin, mostra i quattro che passeggiano per la strada e, mentre Bono canta, The Edge suona la chitarra acustica.
Due le B-Sides contenute nell’EP del singolo: “Spanish Eyes” e “Deep In The Heart”.
Nel Settembre 1987 viene realizzato un video, in bianco e nero, nel quale il gruppo canta, insieme al coro di New York, una versione gospel del brano, all’interno della Greater Calvary Baptist Church di Harlem; questo video è stato poi inserito all’interno del film rockumentary “Rattle And Hum”.
“I Still Haven’t Found What I’m Looking For” è considerata una delle più belle canzoni di tutti i tempi: nel 2001 la RIAA l’ha posizionata al 120esimo posto nella lista delle “365 Canzoni del Secolo”; il Los Angeles Times l’ha addirittura soprannominata “la Let It Be degli U2”.
E’ contenuta nella colonna sonora di svariati film come “Se Scappi Ti Sposo” e “Blown Away – Follia Esplosiva”; ne ha eseguito una cover la band heavy metal Disturbed, mentre Cher la interpreta come canzone d’apertura di tutti i suoi concerti dai tempi del “Love Hurts Tour”.
Non posso che dire GRAZIE ad una grande band, per questa GRANDE CANZONE.














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